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242 – Olimpiadi, lettera dell’arcivescovo

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La lettera dell’Arcivescovo Mario Delpini al mondo dello sport

L’Arcivescovo Mario Delpini ha un messaggio grande e importante per questa stagione sportiva. Tra qualche mese  accoglieremo le Olimpiadi, ci saranno vincitori… Ma come si vince? Chi è davvero vincente? L’Arcivescovo lo spiega bene.
«Vinceremo le Olimpiadi e le Paralimpiadi? Molti, mi immagino, assicurano che vinceremo perché gli impianti saranno pronti, l’organizzazione sarà eccellente, l’accoglienza sarà cordiale. Vincerà Milano! Vincerà Cortina! Molti, mi immagino, assicurano che vinceremo perché le spese saranno coperte, perché ci saranno ricavi incoraggianti e guadagni per tutti: organizzatori, albergatori, commentatori. Vincerà Milano! Vincerà Cortina! Molti, mi immagino, assicurano che vinceremo perché gli atleti registreranno risultati eccellenti, saranno abbattuti  dei record,  si  copriranno  di  gloria  nuovi campioni. Vincerà Milano! Vincerà Cortina! Rivolgo un messaggio agli sportivi e a tutti coloro che tengono vivo lo sport nella moltitudine delle discipline, nella gestione delle risorse, nella coltivazione di prospettive promettenti, per dire che abbiamo bisogno di altre vittorie, ci aspettiamo risultati più duraturi della gloria effimera delle giornate dei giochi.

Vincerà Milano! Vincerà Cortina! Ma la vittoria dovrà essere la dimostrazione che l’attività sportiva dei giochi olimpici e paralimpici, dei campionati, dei tornei, è nei fatti, non solo nelle dichiarazioni, un bene per tutta la comunità. Lo sport è un bene per tutta la comunità perché può favorire lo sviluppo armonico delle persone integrando e favorendo la salute, il benessere, l’integrazione di tutti gli aspetti delle persone. Sarà una sconfitta, invece, se l’esasperata ansia di prestazione mortifica la vita degli atleti, sottopone a sforzi che rovinano la salute, diventa un’ossessione per gli atleti, le loro famiglie, i preparatori atletici. Lo sport è un bene per tutta la comunità perché diventa occasione di incontro, di conoscenza, di apprezzamento, di amicizia tra atleti olimpici e paralimpici di tutto il pianeta. Sarà una sconfitta se l’incontro diventa scontro, se la rivalità diventa ostilità, se la vittoria a tutti i costi induce a comportamenti scorretti.

Lo sport è un bene per tutta la comunità, perché è inclusivo: accoglie atleti da ogni parte del mondo senza discriminazione di condizione economica, appartenenza politica, cultura, lingua, religione, accoglie atleti e paratleti riconoscendo le possibilità di ciascuno e accettando i limiti di ciascuno. Sarà una sconfitta se le differenze diventano motivo di disprezzo, di discriminazione, di prevaricazione di chi è più potente e forte su chi è più debole e povero. La comunità cristiana si sente parte dell’entusiasmo delle nostre città per l’evento prossimo, perché ha una lunga tradizione di integrazione dell’attività sportiva nella proposta educativa. Nelle strutture ecclesiali lo sport è promosso come una pratica che forma le persone a sviluppare le proprie capacità, a intessere relazioni di squadra costruite sul rispetto, sull’amicizia, sulla ricerca dei risultati migliori possibili, secondo i principi olimpici. Sui campi degli oratori hanno mosso i primi passi alcuni che sono diventati campioni per i risultati conseguiti, portando in sé l’impronta indelebile dell’educazione cristiana.

La comunità cristiana, però, sente la responsabilità di essere voce critica e lucida denuncia di quelle degenerazioni che rovinano lo sport nel culto idolatrico del successo, del denaro, dell’esibizionismo, della competizione esasperata.

Vinceremo le Olimpiadi e le Paralimpiadi? Sì, vincerà Milano, vincerà Cortina se tutto quello che precede, accompagna e segue l’evento confermerà che lo sport è un bene per le persone e per la società. È la vittoria più difficile. È la vittoria più necessaria».

Mario Delpini
Arcivescovo di Milano

24 ottobre 2025

N.B.: Per "TESSERATI" per i quali dovrà essere richiesto anche il nulla osta della Società prima di fare la prova, si intendono i ragazzi/e con tessera in corso di validità come segue:
Settore ATLETICA, tesserati FIDAL
Settore BASKET, tesserati FIP
Settore CALCIO, tesserati FIGC
Settore GINNASTICA, tesserati FIG
Settore TENNIS; tesserato FITP
Settore VOLLEY, tesserati FIPAV

Il certificato medico per attività agonistica, deve essere consegnato in forma cartacea alla società sportiva a cui si appartiene.
La società sportiva provvederà alla conservazione della certificazione per il periodo previsto dalle normative in essere.
Il centro medico rilascia due originali che, come scritto in calce al certificato stesso, uno deve essere conservato dall'atleta ed il secondo dalla segreteria.
Immagini o copie non possono essere accettate.