Due facce della stessa medaglia

VITTORIA e SCONFITTA
Sono due facce della stessa medaglia che fanno parte dell’attività sportiva, anche quella che viene definita educativa: “si gioca per vincere”.
Non è sufficiente e neppure rispettoso dell’attività stessa, definire lo “sport educativo” quello che non ha come obiettivo il vincere.
La componente agonistica è di fondamentale importanza all’attività sportiva. Senza agonismo non si cresce, non si va in avanti. E il massimo per un atleta, il punto più alto è la vittoria.
Come nel film “4 sotto zero”, che racconta la vicenda della squadra giamaicana di bob.
Per la prima volta partecipano alle Olimpiadi invernali guidati da un “coach” plurimedagliato ma anche radiato per imbroglio.
La vigilia della discesa decisiva, il timoniere del bob domanda:
− Coach, perché l’hai fatto?
− Dovevo vincere! Quando sei un vincente, poi hai addosso la maledizione.
− Ma avevi già due medaglie?
− Vincere una medaglia alle Olimpiadi è un’emozione che non puoi neppure immaginare. Ma se non sei nessuno con quelle al collo, allora non vale niente.
La nostra società invece ci indica il cammino di riuscita nella vita, proprio nell’apparire.
Avere dei trofei da esibire, marche da sfoggiare, apparire in tv o sui mass media… questo significa essere vincente.
Questo tipo di competitività rischia di creare tanti disadattati che credono di non valere nulla perché non raggiungono il gradino più alto che la società di oggi indica come unico spazio di sopravvivenza.
Ma un uomo vale di più, un ragazzo è più dei suoi trofei: è una persona che porta in sé una grande ricchezza.
Il nostro Arcivescovo, nel suo discorso di Sant’Ambrogio, invita la nostra città a recuperare “l’uomo del cuore”. L’uomo che è più proiettato a veder ciò che si nasconde dentro di sé in bellezza, serenità, valore… piuttosto che impegnato a ostentare un’immagine di facciata fatta di vittorie, conquiste, soprusi.
A questo bisogna educare i nostri atleti e i nostri ragazzi: vincere è bello ma è ancora più importante essere contenti della propria vita, delle ricchezze che ci portiamo dentro di noi e che, a volte, nessuna classifica o cronometro potrà mai premiare.
Credo sia fondamentale per trasmettere questo che un allenatore, dirigente e, ancor di più, genitore sappia “giustificare” un ragazzo. Giustificare non significa permettere tutto facendo finta di niente, come spesso accadde nel mondo d’oggi dove viviamo una vera e propria “emergenza” educativa. Giustificare non è soltanto accettare, senza fare drammi, che un ragazzo possa sbagliare. Giustificare non è neppure dare colpa alla sfortuna, all’arbitro, al proprio compagno … di un’eventuale sconfitta.
La “giustificazione”, secondo la terminologia biblica, è l’amore straordinario di Dio nei confronti dell’uomo che garantisce la sua sopravvivenza, nonostante i suoi errori, i suoi sbagli, il suo non aver centrato l’obiettivo.
Giustificare è prendere le difese del proprio figlio nei confronti di un insegnante giustificando la sua non preparazione per un’interrogazione: “Non è pronto perché è stato malato, ha avuto un imprevisto…”.
E’ dire che vale lo stesso, anche se oggi non è all’altezza.
Anche se il mondo non sembra giustificare la sua presenza perché non è un vincente, incapace di raggiungere un risultato, al di sotto delle aspettative … la mia cura per lui giustifica la sua possibilità di continuare.
Una mattina, durante una vacanza in montagna, a colazione si presenta un ragazzo in pigiama e neppure lavato. Con il fare dell’educatore rigido gli urlo: “Tornatene subito di sopra a lavarti e cambiarti”. “Per chi mi devo lavare?” è stata la sua risposta secca.
In questo modo mi ha spiazzato. Io avevo pronte tutte le teorie sul “perché” era giusto presentarsi bene in refettorio. Lui ha spostato la motivazione sull’amore, attenzione, cura che spingono a mettercela tutta e a fare bene perché, comunque, c’è qualcuno che ti apprezza per quello che sei, vincente o perdente.
Perché qualche volta, ma forse sarebbe meglio dire spesso, nelle gare sportive si perde.
Vincere è bello, trasmette emozioni, ripaga degli sforzi fatti. Ma non è l’esperienza più quotidiana per uno sportivo. Spesso devi fare i conti con un cronometro che sembra non
fermarsi, con un pallone che non vuole entrare, con una gamba che sembra un peso morto.
La sconfitta ridimensiona i nostri sogni di gloria, ma soprattutto ci pone di fronte ai nostri limiti.
Il limite è di frequente associato ad un’esperienza negativa: l’incapacità di raggiungere un risultato, di essere qualcos’altro, di essere da meno di qualcuno più dotato.
Nella sua etimologia, il termine “limite” si rifà al tipico modo degli antichi romani che tracciavano un confine con una riga (limes) per definire il contorno di un territorio che era tua proprietà, per differenziarlo da un altro.
Il limite, allora, diventa il contorno della mia persona: ciò che io sono capace di fare e ciò che non sono ancora in grado di fare. Limite non è solo ciò che mi squalifica agli occhi degli altri, piuttosto ciò che mi rende diverso da un altro. Stabilisce le mie caratteristiche che mi rendono unico e irripetibile.
La sconfitta, allora, diventa la presa di coscienza di ciò che si è attraverso la consapevolezza di ciò che siamo stati in grado di fare o ciò che non siamo riusciti ad esprimere.
Risulta importante, davanti ad una sconfitta, per un bravo educatore, che sia allenatore o genitore, non concentrarsi esclusivamente sul “risultato”, bensì anche sulla “prestazione”.
Non sottolineare solo che si è perso ma anche valutare come si è perso.
Si è perso anche di fronte ad un avversario. Non si gareggia mai da soli, neppure quando corri davanti ad un cronometro. C’è sempre qualcuno con cui confrontarti per misurare le tue reali capacità.
In questo caso l’avversario diventa il limite alla tua vittoria, colui che non solo te ne priva ma anche potrebbe conquistarla al posto tuo.
Tuttavia senza di lui tu non potresti mai gareggiare. E’ la presenza dell’altro che permette di mettere a frutto gli insegnamenti ricevuti, che misura i tuoi sforzi degli allenamenti, che infrange i sogni di gloria ma spalanca gli occhi sul realismo, che fa uscire dall’isolamento autosufficiente per vivere un incontro.
Senza avversario non ci sarebbe lo scatenarsi dell’emozione, la tensione del pre-gara, la gioia di un risultato o le lacrime della sconfitta.
Proviamo a chiedere a dei ragazzi che hanno appena vinto a tavolino la partita che ha regalato a loro punti in classifica se sono sufficientemente contenti, probabilmente ( a meno che siano già smaliziati) manifesterebbero il loro rammarico per non aver giocato.
Ma senza avversari non è possibile giocare.
Allora bisogna educare a comprendere che l’altro non è solo un nemico da abbattere ma soprattutto un “compagno di gioco” con cui confrontare le mie capacità.
Approvo in pieno la regola del “terzo tempo” già presente in altri sport e ora introdotta anche nel calcio. Stringere la mano, oltre che rendere onore, è un ringraziamento per essersi messo a confronto con i miei limiti, che sono anche le mie capacità. Quelle che mi hanno permesso di vincere o che mi hanno portato alla sconfitta.
Ad un amico e compagno di gioco non si rende l’onore delle armi ma lo si riconosce, con il saluto, il grazie e i complimenti!
Qualcuno, purtroppo tanti, hanno pensato di trovare rimedio al superamento del proprio limite in un’esperienza di truffa, che comunemente viene chiamata: doping.
Il doping (medico, amministrativo, legale…) è una pratica che cerca di raggirare l’ostacolo nel modo più facile e veloce. E’ l’angoscia di vivere esclusivamente per la vittoria con quello che da essa scaturisce.
In questo modo si mina alla base la regola fondamentale dello sport che vede, almeno sul punto di partenza, la possibilità di vittoria estesa a tutti i partecipanti. Tutte le partite cominciano dallo zero a zero, le corse cominciano dalla stessa linea di partenza, il cronometro è fermo allo zero per tutti. In seguito le proprie capacità e i propri limiti fanno la differenza.
Partire con un aiuto, che sia una pastiglia o una regola differente, distrugge quel rapporto di fiducia che mi ha fatto scendere in gara per misurarmi con un avversario. Inoltre, ritengo che vincere con questo aiuto particolare è andare contro due comandamenti racchiusi nella sapienza della legge di Mosè: “ non dire falsa
testimonianza” e “non rubare”.
Vincere col doping è falsare la mia immagine, perché non mi presento per quello che sono realmente, e cioè forza e anche limite, ma solo forza. Non sono le mie reali forze che mi portano alla vittoria ma una forza esterna che non sono io.
Quella medaglia, quel record, quell’applauso io l’ho privato a qualcuno a cui spettava per la sua onestà e bravura. Questo si chiama “rubare”: portare via qualcosa a qualcuno che se lo meritava.
Tuttavia c’è un’altra strada percorribile per superare i propri limiti e si chiama “sacrificio”, “sudore”, “allenamento”. E’ il provare e riprovare.
A volte non si dovrebbe concentrarsi solo ed esclusivamente su una vittoria assoluta che regala certamente gloria e fama, ma anche accettare delle piccole vittorie che si chiamano sforzo per raggiungere degli obiettivi.
All’ingresso di un rifugio di montagna c’era appeso questo straordinario insegnamento: “Le più alte cime, quelle che non svaniscono mai, sono le conquiste su noi stessi”. Questa è la vera mèta a cui ambire e in cui indirizzare i nostri sforzi.
Qualche volta non si raggiungono gli obiettivi perché non si sono prese in considerazione le vere vittorie che giorno dopo giorno dobbiamo conquistarci. Deve essere continuamente alimentato il coraggio dello sforzo, la passione del sacrificio, la cultura della rinuncia, l’umiltà dei piccoli passi. Solo così si potrà davvero vincere la partita più importante.
Non è sempre facile! Soprattutto in una cultura del tutto, subito e facile.
Quando sorge la tentazione di mollare o lo sconforto di non riuscirci, potrebbe venire in aiuto la storiellina di un vecchio saggio che aveva sempre la risposta giusta al momento giusto. Un giovane si era stancato di questo vecchio saggio che sembrava sempre di sapere tutto. Un giorno decise di metterlo alle strette. Prese un passerotto tra le sue mani e pensò tra sé: “ Domanderò al saggio se questo passero tra le mie mani è vivo o morto. Se dirà che è morto, io aprirò le mani e lo farò volare. Se dirà che è vivo lo stringerò tra le mani per farlo soffocare”. Andò dal saggio e gli disse: “Tu che sai tutto rispondimi: il passerotto che ho tra le mani è vivo o morto?”. Il vecchio, dopo una pausa di silenzio, rispose: “Il passerotto sarà quello che tu vorrai!”.
Il tuo limite sarà quello che tu vorrai: la fine della tua carriera sportiva o il motivo, più che valido, per un tuo coraggioso impegno!

CHI SIAMO

(dallo statuto della ASD Centro Schuster)

Art. 2 – Fini
L’ A. S. D. Centro Schuster è una libera Associazione promossa da persone che, ispirate ad una visione cristiana della vita, intendono condividere ed integrare la propria personalità ed il proprio agire con tutti coloro che, indipendentemente dalla loro formazione sociale, culturale e religiosa, riconoscono preminente nel proprio agire la cura e l’attenzione per gli altri, la mutua solidarietà e la collaborazione reciproca.
L’ A. S .D. Centro Schuster si impegna, in particolare, a promuovere le scuole sportive per i bambini/e e l’attività sportiva agonistica per i giovani, ritenendo l’attività sportiva dilettantistica una essenziale componente educativa per la promozione della “persona”, colta in una visione globale dei suoi bisogni fisici, culturali, spirituali e relazionali, al fine di prevenire i pericoli del disagio giovanile .
Intende coinvolgere le famiglie e promuovere attività formative, ricreative, sociali, culturali e religiose, ispirandosi alla pluriennale esperienza vissuta dai giovani che hanno partecipato all’attività sportiva del Centro Schuster sin dalla sua fondazione nel 1954, inserendosi così nell’ambito del sostegno e della diffusione delle attività apostoliche proprie della Compagnia di Gesù, in specifico riferimento alla dimensione dell’apostolato giovanile, secondo il modello pedagogico ignaziano.
L’Associazione non persegue scopi di lucro. Durante la vita dell’associazione non potranno essere distribuiti, anche in modo indiretto, avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale.

in altre parole

Il Centro giovanile card. Schuster è nato nel lontano 1954, dalla preoccupazione di padre  Lodovico Morell s.j.(Gesuita) che bisognava fare qualche cosa per i ragazzi. (La storia)

Diventato ben presto un progetto benedetto dal card. Ildefonso Schuster oggi il Centro giovanile card. Schuster, la cui attività formativa si ispira ai suoi valori fondanti, è membro della Fondazione delle scuole Ignaziane "Gesuiti Educazione".

La fondazione Gesuiti Educazione è una Rete di Scuole ed altre opere educative ed è uno strumento creato dai gesuiti italiani per mettere il plurisecolare carisma educativo della Compagnia di Gesù a servizio delle sfide del mondo di oggi convinti che l’approccio ignaziano sia estremamente attuale, e possa aiutare non solo la Chiesa ma l’intera società.

Per questo, il nostro impegno è quello di  promuovere e sviluppare, all'interno del centro, il progetto di scuola e di educazione della Compagnia di Gesù (indicato anche come “progetto ignaziano”), attraverso la pratica dello SPORT.

Accogliamo tutti coloro che abbracciano il progetto educativo del centro senza distinzione sociale o etnica purchè ci sia l'impegno a non ostacolarne lo svolgimento.

Collaboriamo con altre associazione della zona quali "Centro Ambrosiano di Solidarietà"  e "Cascina Biblioteca" offrendo loro spazi ed attrezzature per la pratica dello sport.

Strutturato in 9 sezioni sportive l'attività sia preparatoria che agonistica è integrata con momenti formativi a vari livelli sia per chi pratica l'attività sportiva ma anche per gli adulti, genitori, accompagnatori e chiunque desideri fare percorsi di gruppo o personali.

Padre Florin Silaghi che ci seguirà durante questa stagione sarà il nostro principale riferimento è può essere contattato via mail all'indirizzo florin.silaghi@mac.com

la STORIA recente

Le radici della gestione attuale affondano nel 2003, quando la Compagnia di Gesù decise di dotare il Centro Schuster di un Direttivo laico, presieduto dal gesuita Padre Remondini s.j, e formato dalle persone che negli ultimi anni avevano affiancato Padre Morell s.j. nella gestione del Centro.

Si è trattato di un passaggio epocale, reso ancora più prezioso dalla sofferenza umana di Padre Morell che si vedeva costretto dalla malattia che progrediva ad affidare ad altri la prosecuzione della sua opera, ma anche dal suo senso di obbedienza e di affidamento. Accanto, si andava delineando la preoccupazione di noi laici, che ci sentivamo inadeguati al compito, ma al tempo stesso determinati a dare continuità e futuro a un'opera così prestigiosa e complessa.

Nel maggio del 2006 un ulteriore passaggio: l’organizzazione diviene totalmente laica, sotto la presidenza di Sandro Grippa. Quando, nell’Ottobre di quell’anno, viene a mancare Padre Morell s.j., tutto il peso dell’opera rimane davvero in mano a noi. La prima preoccupazione è stata quella di confermare e, anzi, rafforzare il legame con la Compagnia di Gesù, attraverso la firma di una Convenzione, avvenuta nel 2007.

Uno degli obiettivi principali che ci siamo dati fin dall’inizio è stato quello di creare un senso di appartenenza, una radice comune, piantata nel solco della tradizione, ma rivolta al futuro, che potesse orientare le scelte programmatiche restando in sintonia con i tempi.

Per realizzare questa piattaforma, si è deciso di coinvolgere tutta la comunità nella declinazione dei Valori Fondanti, una lista di valori riconosciuti da tutti come la vera motivazione per cui ciascuno si impegna in quest’opera e crede nella sua missione. E’ stato un lungo lavoro e dopo un anno di riflessioni e discernimento comunitario abbiamo definito sei parole che illustrano in maniera sintetica i valori ai quali tendiamo nel declinare tutte le nostre attività:

PersonaSportAccoglienza - Comunità'ServizioGesù

Oggi possiamo affermare che l’obiettivo di consolidare il modello e di generare un diffuso senso di appartenenza è stato raggiunto e, insieme all’introduzione del concetto di Formazione Permanente a tutti i livelli, alla presenza di un gruppo di amici che condividono le finalità e formano una reale “comunità” di volontari e all’accompagnamento dei gesuiti, permette al Centro di continuare il suo cammino e di gettare le basi per il prossimo futuro.

Nel nostro domani immaginiamo una più marcata apertura alle realtà cittadine, grazie anche a una maggiore sicurezza nei nostri mezzi e nell’affinamento delle nostre capacità educative, sempre protese, in sintonia con il Magis ignaziano, nella realizzazione della missione educativa che Padre Morell s.j. ci ha affidato.

AIUTACI

Strumenti della Provvidenza

Tanti amici nel passato hanno reso possibile la nascita e lo sviluppo del Centro Schuster, oggi c’e’ ancora molto da fare.

Il Centro Schuster nasce con l’idea di educare i ragazzi attraverso lo sport e di utilizzare questo strumento per combattere le devianze dei giovani di cinquant’anni fa cosi’ come di quelli del mondo di oggi. Padre Lodovico Morell s.j. ispiratore della filosofia del Centro Schuster ha sempre rifiutato l’idea di affidare il sostegno economico della struttura a sponsor esterni che potessero contaminare l’ideale dello sport dilettantistico.

La storia del Centro, pero’, ha dovuto fin dagli inizi fare i conti con il bisogno di denaro per dar fronte alle tante necessita’ e fondamentale e’ stato in questo contesto la figura dei benefattori.

Moltissimi sono stati i benefattori che nel corso degli anni hanno reso possibile la realizzazione del Centro ed il suo ampliamento. Dietro a questi volti e’ sempre stata evidente la mano di Dio che ha spinto uomini speciali ad interessarsi dei problemi dei giovani sostenere l’ideale su cui si fonda il Centro.

Infatti, se si pensa al brevissimo tempo intercorso tra il giorno in cui il Cardinal Schuster ha invitato Padre Lodovico Morell s.j. a fondare un centro giovanile (il 21 giugno 1954) e la posa della prima pietra (l’8 dicembre dello stesso anno) si puo’ ben comprendere quanto fu profetica l’esortazione del Cardinale di confidare nella Provvidenza: “qui dedit vobis velle det et perficere”.

Il sogno del Centro Schuster oggi e’ che nuovi benefattori e nuove forze contribuiscano ad incrementare l’attivita’ di missione ed accoglienza nei confronti dei giovani.

Concretamente, si puo’ sostenere il Centro Schuster in molti modi:

  • diventando socio dell’A.S.D. Centro Schuster o dell’associazione ex-allievi

  • tramite il 5xmille;

  • con donazioni (su conto corrente on-line , vedi sotto, oppure personalmente in segreteria generale);

  • con donazioni di servizi, lavori o materiali;

  • con il tuo tempo.

  • sostenendo i progetti

  • Per le persone fisiche, i titolari di redditi d’impresa o le imprese che sponsorizzano una associazione sportiva dilettantistica sono previste Agevolazioni Fiscali (Legge 27/122002 n.289 art.90) .

Per bonifici :

Banca Prossima - Gruppo Intesa SanPaolo - sede di Milano

Codice IBAN

IT60J0306909606100000011840

CONTATTI e INFO

SEGRETERIA GENERALE

Telefono: 02. 26414808 Fax: 0226412731, email:segreteria@centroschuster.it

Coordina tutta l’attivita’ dell’Avviamento, delle Scuole e delle Sezioni Sportive ed ha responsabilita’ su:

  • Amministrazione,
  • Disponibilita’ dei campi, delle attrezzature e del materiale sportivo,
  • Acquisto e distribuzione equipaggiamento…

E’ aperta:

  • Lunedi al Venerdi  *mattino dalle ore 9 alle 12 *pomeriggio dalle ore 14.30 alle 18.30
  • Sabato  dalle 15.00 alle 18.00

Alla Segreteria Generale ci si puo’ rivolgere per:

Informazioni sulle varie attivita’

  • Iscrizione dei bambini / all’Avviamento Sportivo ( 5 – 8 anni )
  • Iscrizione dei ragazzi / alle Scuole sportive ( 9 – 13 anni )
  • Iscrizione dei giovani alle Sezioni sportive ( dopo i 14 anni )
  • Iscrizione degli adulti ai Gruppi familiari
  • Prenotazione dei campi da tennis ( riservati agli iscritti )
  • Prenotazione di spazi all’aperto o in sala per feste di compleanno/di classe, per cene di gruppo ( riservate agli iscritti e secondo disponibilita’, da concordare) …

Sito web

Mezzi di trasporto pubblici

  • Autobus - n. 55 (P.za Udine - Ingresso Centro); Metropolitana - M2 fermata UDINE

Le attivita’ al Centro Schuster seguono il calendario delle Scuole.

Gli allenamenti vengono effettuati in orari compatibili con gli orari scolastici, avvengono nel pomeriggio dei giorni feriali secondo orari disponibili presso la Segreteria.

L’attivita’ agonistica (gare e partite) normalmente si svolge nel pomeriggio del Sabato e nel corso della Domenica.

Nel Santuario degli Sportivi vengono celebrate le S.Messe con i seguenti orari:

Sabato:           pre-festiva ore 18.00 preceduta dalla recita del santo rosario alle 17,30

Domenica:     mattino ore 9.30 e 10.30 (in spagnolo)

Iscrizioni (vedi anche la sezione dedicata)

Le attività del Centro Schuster sono tutte riservate agli iscritti alla ASD Centro Schuster. Per iscriversi alla ASD Centro Schuster è necessario:

Note importanti:

  • La domanda di ammissione è soggetta alla accettazione da parte delle direzione del Centro.
  • In mancanza di valida certificazione medica o di mancato pagamento, l'atleta sarà sospeso da ogni attività sia preparatoria che agonistica fino alla regolarizzazione della sua posizione.
  • Nei mesi di Giugno, Luglio ed Agosto si celebra solamente la S. Messa Festiva delle 10.30
  • L'accesso al Centro Schuster è riservato a tutti gli iscritti, a coloro che partecipano alle funzioni religiose, a coloro che hanno prenotato campi e spazi per gruppi ed a chi si reca in segreteria per informazioni.
  • L'accesso con autovettura privata è consentito ma può essere regolamentato da incaricati soprattutto nei giorni di maggior afflusso ed in occasione di particolari eventi o ricorrenze.
  • La circolazione interna delle autovetture deve avvenire a passo d'uomo.
  • Corsie preferenziali e spazi dedicati vengono lasciati ai dirigenti, agli accompagnatori ed agli allenatori delle squadre in servizio.
  • Gli animali quali cani od altro devono essere tenuti al guinzaglio.
  • Tutte le aree verdi sono utilizzate per i giochi dei bambini per cui devono essere curate e mantenute pulite.
  • Nessuno, nemmeno chi è regolarmente iscritto ha il diritto di entrare con la propria autovettura.

FORMAZIONE

La formazione al Centro Schuster e' intesa come formazione permanente centrata sul ragazzo/a e secondo le caratteristiche ed esigenze di ognuno.

Il nostro biglietto da visita e' il nostro impegno formativo.

CHI FORMARE

  • Alleducatori

  • Allenatori

  • Formatori

  • Dirigenti

  • Famiglie

  • Comunità

  • Compagnia

A COSA FORMARE

  • Spiriti ampi, aperti, positivi​

  • Valorizzazione dei talenti di ciascuno​

  • Accoglienza del prossimo​

  • Capacità di fare scelte libere​

  • Personalità resistenti (rimbalzare nelle prove)​

  • Consapevolezza delle proprie dimensioni corporali ed affettive​

  • Competenza, apertura al dialogo ed al rispetto

SPORT

Il giovane oggi, bruciando se stesso con rapida fiammata, vuol attingere alle esperienze della maturità, così, senza evoluzione, senza maturare per gradi come la natura esige.

Frutto dei tempi, conseguenza delle sintesi che caratterizzano il progresso nelle scienze, nelle arti, in tutti i rami dello scibile umano. Tutto oggi si fà in fretta per arrivare prima, saltando gradini che ieri appena erano considerati tradizionali ed inamovibili.

Ma l'adolescente non può sacrificare sull'altare del progresso la propria giovinezza per diventare immediatamente adulto. Il giovane, avidamente beve le avventure dei suoi maggiori per imitarli inconsciamente.

Ma siamo noi che dobbiamo trattenerlo nella sua primavera, che dobbiamo impegnare queste forze fresche e ingenue che siano proporzionate alla loro età.

Le parole, anche se vivificate dalla buona intenzione, lo sappiamo, non valgono le opere.

Quindi, a questi giovani, dobbiamo offrire opere che siano realtà così palpitanti e indiscutibile da vincere l'ostinata barriera della loro diffidenza.

Esiste un mondo che appartiene interamente a loro. Un mondo eternamente giovane, ricco di fermenti positivi, di fecondo ardimento, di passioni salutari: il modo dello sport

Nell'attività agonistica i giovani trovano sfogo al loro spirito d'avventura, agli atteggiamenti eroici e, quindi, cavallereschi.

Si svuota a poco a poco il desiderio di deleterie imitazioni perchè essi stessi possono diventare protagonisti di eccellenti imprese. Il giovane, conquistando una vittoria, una medaglia, un applauso vedrà appagato il naturale bisogno di essere qualcuno.

Lo sport educa il corpo, ne favorisce la buona salute. Questo sarebbe già un importante traguardo, Ma c'è di più. Essere sportivo significa essere leale, significa essere puro di sentimento, significa amare lo sport, i compagni, la propria squadra. Ed è questo seme d'amore che soprattutto ci preme: significa che saremo riusciti a vincere il loro deserto, il loro arido pensiero, che saremo riusciti a sconfiggere i loro idoli sbagliati.

Il risultato sportivo è una cosa concreta, una realtà insopprimibile che per di più costituisce un indice di valutazione per il giovane atleta. E il risultato non è fine a sè stesso ma è stimolo di superamento

E attraverso la pratica della disciplina sportiva il giovane si educa e si prepara ad assimilare nella sua coscienza altre e più importanti realtà che, fanno, in nome di Dio, più bella ed accettabile questa vita. 

Atletica, Ginnastica Artistica, Calcio, Tennis, Pallavolo, Pallacanestro e Sci sono gli sport che gli iscritti al Centro Schuster possono frequentare.

Diversi tra di loro ma accumunati da uno stesso spirito, lo spirito della educazione personale alla vita secondo lo spirito Cristiano.

Il Centro Schuster è aperto a tutti senza distinzioni ma gli iscritti e le loro famiglie devono essere consapevoli dello spirito che anima il Centro, senza porre intralcio.

Assieme alla crescita tecnica verranno proposti a tutti nell'arco della stagione momenti formativi ai quali il giovane è chiamato a partecipare

Le principali strutture per la pratica dello sport sono:

due campi da calcio a 11

tre campi da calcio a 7

un campo da calcio a 5 in sintetico

una palestra basket e ginnastica artistica

una palestra volley

un'area per la polisportività coperta

quattro campi da tennis due dei quali coperti

Le elencate sovvenzioni si intendono a favore della ASD Centro Schuster di Milano CF: 80117230153

DataSoggetto erogatoreSomma incassata (Euro)Causale
30 07 2018Tesoreria dello Stato7.259,61Esondazione Lambro 2014
19 03 2018Regione Lombardia5.000,00Attività continuativa 2017
21 08 2018Comune Milano6.057,23Attività continuativa 2016

 

Ago
22
gio
2019
Inizio della stagione 2019/2020
Ago 22@14:30

Con oggi si inizia l’attività della stagione 2019/2020. La segreteria apre alle 14.30

Ago
26
lun
2019
Inizio penultima settima CAMPUS 2019
Ago 26@8:30
Set
2
lun
2019
Inizio ultima settimana di Campus 2019
Set 2@8:30
Set
21
sab
2019
Visita arcivescovo Mario Delpini
Set 21@17:30–21:30

Visita ed incontro con il nostro arcivescovo Mario Delpini in occasione del 65° di fondazione del Centro Schuster.

Alle 18 celebrerà la S. Messa nel santuario degli Sportivi e successivamente incontrerà responsabili, allenatori, dirigenti, amici del centro e tutti coloro che gradiscono incontrarlo.